Chi usa il telefonino più di 5 ore al giorno rischia l'obesità
Usare lo smartphone per più di 5 ore al giorno aumenta del 43% il rischio di obesità.  È quanto rivela uno studio su studenti universitari condotto da Mirary Mantilla-Morrón, della Health Sciences Faculty 
presso la Simón Bolívar University di Barranquilla, in Colombia che spiega: "l'uso prolungato del telefonino facilità la sedentarietà e riduce l'attività fisica, condizioni associate ad aumentato rischio di morte prematura, diabete, malattie cardiovascolari,  tumori, problemi osteoarticolari". 
L'impiego eccessivo dello smartphone è risultato associato anche ad altri comportamenti che a loro volta possono compromettere 
la salute dell'individuo, come ad esempio mangiare male. 
Lo studio ha coinvolto 1060 studenti di 19-20 anni, il cui utilizzo del telefonino è stato monitorato. È emerso che usarlo per 5 o più ore 
al giorno si associa a un rischio di obesità del 43% maggiore, a probabilità doppia di consumare bibite, mangiare cibo da fast food, snack dolci.
   

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Acqua e salute, "kit di autodifesa" contro le bufale estive
In estate si moltiplicano le voci incontrollate sulle acque troppo ricche di calcio o povere di sodio, l’acqua del rubinetto, le reali virtù delle acque termali: il direttore sanitario delle Terme di Cervia, dottor Alessandro Zanasi, direttore del centro Sismer di Bologna, sgombra il campo dai dubbi e spiega come farsi del bene affidandosi all’elemento vitale per definizione.Un tema particolarmente importante tutto l’anno, ma di “scottante” attualità in questi giorni, mentre l’afa raggiunge un picco e i termometri registrano nuovi record stagionali si moltiplicano gli appelli in tutela della salute. Ovunque si sottolinea come mantenere l’idratazione e bere tanti liquidi sia più che mai fondamentale. Ma le acque non sono tutte uguali: parola del dottor Alessandro Zanasi. Lo specialista smentisce alcune bufale legate all’idratazione e spiega a chiare lettere come, con qualche accorgimento in più, l’acqua possa diventare davvero nostra alleata: una serie di consigli che riguarda sia le acque potabili, per il consumo alimentare, che le acque termali.
In estate soprattutto, ma anche tutto il resto dell’anno, bere almeno un litro e mezzo – due al giorno è da considerarsi il minimo sindacale. Ma quale acqua? Sgomberiamo intanto il campo da alcuni equivoci” spiega il dottor Zanasi. Punto primo: non è vero che le acque ricche di calcio farebbero venire i calcoli ai reni. “Questo tipo di acqua è stato inutilmente demonizzato. È importante assumere calcio, e l’acqua può apportare anche dal 30 al 50 % del fabbisogno giornaliero. Soprattutto chi, per vari motivi, non può consumare latticini, può integrare così la propria dieta”. Punto secondo: le acque povere di sodio. “Potenza del marketing, con il quale sono riusciti ad imporre l’idea secondo cui sarebbe meglio bere acque con residuo fisso basso e iposodiche. È vero, la nostra dieta è in genere troppo salina, ma non è così che miglioriamo la situazione. Se necessario eliminiamo il panino al salame con i suoi 4 grammi di sale, ad esempio, e smettiamo di credere che pochi milligrammi di sodio disciolti in acqua possano fare 
la differenza”.

Allora cosa bere? Il direttore sanitario delle Terme ricorda come l’acqua dei nostri rubinetti sia garantita e generalmente di buona qualità, anche se – rimarca – “in Italia per legge deve essere trattata con cloro per mantenere le sue caratteristiche igieniche, dal momento che scorre nelle tubature: questo fatto può alterarne il sapore”. La composizione dell’acqua proveniente dall’acquedotto cambia periodicamente i suoi parametri – pur rimanendo ovviamente all’interno di precisi criteri – a seconda del luogo di approvvigionamento e del periodo dell’anno. “Ci sono controlli, è sicura, ma non ha etichette: se ho bisogno di sapere esattamente cosa sto bevendo devo rivolgermi alle acque in bottiglia, i cui valori sono ben specificati e si mantengono costanti nel tempo”. 
E le acque termali? Qui si apre un nuovo capitolo, e occorre fare un fondamentale distinguo. “Finora abbiamo parlato di acque in bottiglia, che hanno virtù salutistiche. Con le acque termali facciamo un salto di qualità, dal momento che vengono definite senza mezzi termini terapeutiche. Per lungo tempo questa loro caratteristica 
non è stata sufficientemente ribadita, ma oggi la ricerca scientifica ha prodotto una mole di pubblicazioni tale che non ci sono più dubbi”.
Non è un caso se il Ministero della Salute ha ufficialmente inserito i trattamenti con acque termali tra le prestazioni riconosciute dal SSN, con tanto di convenzione. Esistono, in Italia, due tipi di acque, le sulfuree e le salsobromoiodiche. “Queste ultime, presenti nello stabilimento di Cervia, hanno molteplici usi” 
spiega il dottor Zanasi. “Dalle cure inalatorie per le faringiti, tonsilliti, laringiti, otiti e bronchiti, alla vasca termale o ai fanghi per l’artrosi, la riabilitazione motoria, il benessere dell’apparato genitale femminile, o i percorsi vascolari per le insufficienze venose o arteriose. Un altro capitolo importante riguarda la psoriasi: diminuiscono le ricadute e le riacutizzazioni, migliora lo stato generale e i pazienti possono permettersi di assumere meno farmaci, riducendo così gli effetti collaterali”.

Non solo, conclude il dottore: a trarne giovamento è anche il portafogli. “I pazienti risparmiano i costi di una terapia farmacologica, sicuramente più costosa, e d’altra parte ne beneficiano anche le casse dello Stato”.

Ritrovare la linea e prepararsi alla bella stagione con gli estratti naturali

La bella stagione è il periodo più amato dalla maggior parte delle persone. Prepararsi all'estate significa molto spesso voler 
esser anche in forma fisica; per ottenere dei buoni risultati è fondamentale cercare di mantenere uno stile di vita salutare 
e praticare esercizio fisico, con un particolare occhio di riguardo ad un'alimentazione sana ed equilibrata. Molto spesso si mangia poca frutta e verdura, perché c'è poco tempo a disposizione e anche perché ci si sazia con piccole quantità impendendo quindi di assumere in quantità adeguata molecole Smart. Non sempre inoltre le molecole importanti vengono preservate a causa di metodi di cottura non corretti. Hurom nasce dall'idea di un biologo nutrizionista che comprende l'importanza di nutrire il nostro organismo sfruttando 
le proprietà di frutta e verdura.Vedendo però che i vegetali, una volta scaldati perdono le loro proprietà, inizia i primi test con la spremitura manuale. Nasce così la spremitura lenta, la prima tecnologia di estrazione in grado di mantenere inalterati il gusto e il valore nutritivo di frutta e verdura. L'estratto è la risposta alla difficoltà di nutrirsi secondo natura, una fonte assoluta di benessere per cellule.
Hurom H-AK distribuito da Nims è un estrattore di 4° generazione che spreme lentamente ed estrae a freddo frutta e verdura, condizione fondamentale per mantenere inalterate le proprietà delle molecole "smart" benefiche per l'organismo. Il succo ottenuto tramite estratto ha un assorbimento fino a 4 volte più elevato delle sostanze nutritive contenute nel prodotto intero.  La spremitura a freddo non altera i preziosi nutritivi contenuti negli alimenti che scegli di mixare per il tuo succo e ne mantiene intatte tutte le proprietà benefiche.

Grazie agli estratti che si ottengono con Hurom H-AK è possibile seguire cicli di benessere specifici, in relazione alle proprie necessità.

Il ciclo snellente propone un estratto diverso al giorno per un periodo di sette giorni, per recuperare il corretto metabolismo e ritrovare la linea.

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Italiani & Forma fisica. Sei su dieci  ossessionati dallo sport
Più di sei italiani su 10 sono ossessionati dall'attività fisica, la metà passa oltre 10 ore alla settimana in palestra, altri dalle 7 alle 10 ore.
Ni mesi che precedono l'estate il richiamo della palestra diventa più forte. La preoccupazione riguarda in particolare due aspetti: non riuscire a bruciare calorie in eccesso (33%) e non rimettersi in forma per la fatidica prova costume. E' quanto emerge da uno studio di Nutrimente, associazione per la prevenzione, la cura e la conoscenza 
dei disturbi del comportamento alimentare, condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio web su circa 1500 italiani per comprendere il fenomeno dell'ossessione da sport che si registra in questo particolare periodo dell'anno. Secondo lo studio la dipendenza da attività fisica porta migliaia di sportivi improvvisati 
a praticare sport in modo errato e senza risultati, ma soprattutto in modo ossessivo. Una 'patologia' che riguarda a sorpresa più le donne (48%) degli uomini (37%). Sei frequentatori di palestre su 10 confessano che rimettersi in forma è il primo dei loro buoni propositi, oltre quattro su 10 vogliono guadagnare di più, mentre il 39% vuole fare nuove conoscenze. 
Quasi la metà (46%) ammette di aver esagerato durante l'inverno, mentre per altri le responsabilità vanno ricercate ancor prima (27%), causa il fatto di non aver ripreso la palestra dopo l'estate. Il 22% ammette di non aver mai adottato un regime alimentare corretto. Per quanto riguarda le donne quasi 5 su 10 desiderano una pancia piatta ed un girovita perfetto, 3 su 10 vorrebbero glutei più sodi, mentre il 19% vuole recuperare gambe snelle e affusolate. Gli uomini desiderano invece addominali scolpiti, braccia e gambe decisamente più definite, e più in generale recuperare la massa muscolare perduta. 
 

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L'aiuto psicologico per i giovani

arriva da un'app sul telefonino

Valory, è il nome dell'app innovativa, unica nel suo genere in Italia, sviluppata dalla dott.ssa Simona Dell'Utri con la collaborazione dell'Ordine regionale degli Psicologi Fvg, e una volta aperta sul proprio telefonino, potrà aiutare i giovani in difficoltà. Ovvero, i ragazzi potranno raccontarsi e confrontarsi con uno psicologo disponibile ad ascoltarli e orientarli.
Si tratta di una piattaforma digitale gratuita dedicata ai giovani, una sorta di guida a 360° che vuole valorizzare le loro passioni, il loro futuro e il loro benessere grazie al supporto di un team di specialisti selezionati che hanno aderito alla fase di test a titolo gratuito. 

 

4 miliardi di persone si curano con le piante

Circa quattro miliardi di persone nel mondo si curano con le piante, o meglio, con medicinali a base di sostanze vegetali. 
Oggi si contano oltre 35mila specie vegetali usate in tutto il mondo a scopo medico, ma se ne stimano ben 420mila su cui 
si hanno conoscenze limitate. A calcolarlo è l'Organizzazione mondiale della sanità.
Quello delle piante è un grande serbatoio di molecole, da cui nel corso del tempo sono state ottenute quasi tutte le preparazioni 
utilizzate poi come rimedi, effettivi o potenziali, contro numerose patologie. C'è ad esempio la morfina, usata come analgesico 
ed estratta dal Papaver somniferum nel 1805, il chinino per la malaria, scoperto nella Chincona officinalis nel 1920, la penicillina, estratta dal Penicillum notatum nel 1928 e la streptomicina nel 1943 dallo Streptomyces griseus. 
Le stime dicono che l'80% dei farmaci antimicrobici, cardiovascolari, immunosoppressori e antitumorali, impiegati nella medicina occidentale, contengono uno o più ingredienti derivati dalle piante o sviluppati sinteticamente da esse. 


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Avanguardia, innovazione e benessere della persona

in un unico centro medico-estetico a Milano 

Rigenera Clinic è il nuovo ed avveniristico Medical Center nato nel cuore di Milano, dalla passione e dalla volontà di un’équipe formata dai migliori specialisti che hanno deciso di dedicarsi al benessere e alla cura della persona a 360°. Rinomati professionisti che lavorano sia nel mondo medico che in quello della ricerca e dell’Università, hanno fondato un centro unico nel suo genere, mettendo a disposizione delle donne e degli uomini la loro grande esperienza e la passione che anima il loro lavoro. Rigenera clinic è un centro d’eccellenza in grado di proporre una nuova visione della chirurgia Plastica ed Estetica, offrendo un insieme di tecniche e di trattamenti medico-estetici innovativi per la diagnosi e la cura di tutti gli aspetti legati agli inestetismi e ai segni dell’invecchiamento senza tralasciare i problemi funzionali ad essi connessi. Il team multidisciplinare di Rigenera clinic è interamente dedicato alla ricerca dell’equilibrio sia in ambito estetico che salutistico, grazie a due aspetti fondamentali: la ridotta invasività dei trattamenti e la rigenerazione dei tessuti. Molteplici i benefici e i trattamenti che Rigenera clinic propone: Chirurgia Plastica ed Estetica, Angiologia, Tricologia, Genetica, problematiche della sfera sessuale maschile e femminile, senza naturalmente trascurare l’ambito nutraceutico e nutrizionale, di fondamentale importanza per prevenire e rallentare gli effetti dell’età sul corpo e assicurare una migliore qualità di vita. Ma non solo. Grazie ad un brevetto esclusivo, Rigenera clinic è il primo centro italiano in grado di offrire ai suoi pazienti la nuova metodica “Rigenera”: un dispositivo rivoluzionario, realmente all’avanguardia, basato sull’impiego di microscopici frammenti di tessuto autologo, cioè prelevato dal paziente stesso, trattato e reinserito nella stessa persona in pochi minuti.Il grande vantaggio è un recupero immediato, senza ricorrere a sostanze estranee ma, al contrario, stimolando dall’interno una serie di fattori di crescita completamente naturali e ad altissimo potere rigenerativo. I risultati sono straordinari: i capelli sono più folti, la pelle è più elastica, il viso è ringiovanito, la silhouette è affinata, le parti intime possono essere migliorate, ma questa volta in modo armonico e naturale, per esprimere l’unicità della vostra bellezza. Rigenera clinic dispone di una nuovissima sala chirurgica attrezzata con le apparecchiature più moderne e dotata di tecnologie laser all’avanguardia, per svolgere procedure chirurgiche poco invasive, praticate in anestesia locale, ma nel rispetto di tutte le norme di sterilità e sicurezza, grazie anche alla costante presenza di validi anestesisti. Rigenera Clinic, con i suoi medici e l’insieme dei professionisti altamente qualificati dello staff di supporto, si prende veramente cura del benessere della persona, accompagnandola con professionalità e competenza in tutto il percorso del trattamento, orchestrando ogni scelta in nome dell’armonia della natura di ogni persona. 

Pink is Good: la giardiniera di Morgan

per la prevenzione al seno

PinKimonio – il vasetto in agrodolce rosa con i rapanelli ciliegia de La Giardiniera di Morgan – è impegnato nella prevenzione dei tumori femminili. Per ogni vasetto di PinKimonio acquistato, parte dell’incasso sarà destinato al sostegno della Fondazione Veronesi e del suo progetto “Pink is Good”, dedicato alla prevenzione e allo studio del tumore a seno, utero e ovaie. Un impegno che trova maggiore risalto ed attenzione ad ottobre, il mese dedicato a livello internazionale alla prevenzione.
La creazione della famiglia Pasqual deve il suo nome alla colorazione rosa dei rapanelli ciliegia, rossi e croccanti, che vengono immersi in agrodolce. 
“Abbiamo presentato  PinKimonio – racconta Luciana Silvestri, co-titolare con il marito Morgan Pasqual – in occasione della Festa della Donna. Fin da subito ci siamo legati al progetto della Fondazione Veronesi per promuovere la prevenzione, indispensabile per individuare la malattia nelle primissime fasi, e fare informazione sul tema in modo serio, accurato, aggiornato.  Ora, con ottobre, il mese della prevenzione al seno, questo impegno diventa massimo”.
PinKimonio è disponibile in vasetti da 250g in negozi specializzati e nello shop on line de La Giardiniera di Morgan. Fa parte della linea Le eccellenze di Morgan insieme al Pinzimonio all’aceto Balsamico di Modena Igp e alla Melanzana Rossa di Rotonda DOP. I ravanelli agrodolci si abbinano in insalata, semplice o composta, come la Caesar salad, pesce cotto a vapore,  carni bianche, formaggi freschi e a crosta fiorita.

Info: www.pinkisgood.it | www.lagiardinieradimorgan.com

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Siamo pigri: il 41% degli italiani non fa attività fisica

Gli italiani sono pigri, oltre 2 adulti su 5 (41,4%) non si muovono abbastanza per soddisfare i limiti minimi di attività fisica raccomandati ovvero, 150 minuti settimanali di attività a intensità moderata, specie le femmine (il 46,2% si muove poco contro il 36,2% dei maschi), tanto che il nostro paese si piazza al 19/imo posto nella classifica mondiale dei paesi che si muovono troppo poco. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Global Health e condotto a livello globale e da esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, coinvolgendo in tutto 1,9 milioni di partecipanti in 168 paesi.
Lo studio mostra che a livello globale oltre 1,4 miliardi di adulti sono a rischio di malattie a causa della scarsa attività fisica. Il problema dell'insufficiente attività fisica è il doppio più marcato e per giunta in aumento nei paesi ricchi rispetto ai paesi a basso reddito e riguarda sistematicamente in quasi tutti i paesi coinvolti più le donne che gli uomini. Infatti, nel 2016 circa una donna su tre (32%) contro meno di un uomo su 4 (23%) non arriva a praticare i livelli raccomandati di attività fisica, pari ad almeno 150 minuti di attività moderata, o 75 minuti ad intensità elevata per settimana. Per attività fisica si intende anche il lavoro domestico, l'attività praticata per gli spostamenti e quella praticata nel tempo libero. Svolgere attività fisica secondo le quantità raccomandate è associato a migliore salute fisica e mentale e ridotto rischio di malattie croniche come quelle cardiovascolari, il diabete e alcuni tumori.
Lo studio mostra che il problema della scarsa attività fisica è aumentato nei paesi ricchi (+5%, passando dal 32% nel 2001 al 37% nel 2016), mentre diminuisce in quelli a basso reddito, specie in Cina. Per quanto riguarda il nostro paese la situazione è tutt'altro che rosea: i dati indicano che nella sua regione di riferimento (paesi ricchi occidentali, che contiene in tutto 24 paesi con disponibilità di dati), l'Italia si posiziona addirittura sesta per inattività (ovvero è il sesto paese con più persone che non svolgono attività fisica sufficiente). A livello globale, tra i 168 paesi analizzati, l'Italia figura addirittura nella 'top 20' dei paesi con più persone poco attive (è al 19/imo posto in classifica). Per confronto, solo restando in Europa, la Francia si assesta sul 29,3% della popolazione che non svolge abbastanza attività (il 24,3% dei maschi vs il 34% delle femmine), la Danimarca sul 28,5% della popolazione non sufficientemente attiva (25,7% dei maschi, 31,2% delle femmine), la Finlandia sul 16,6% della popolazione non sufficientemente attiva (17,2% dei maschi vs il 16% delle femmine). Lo studio evidenzia la necessità di pianificare e mettere in atto azioni per migliorare le abitudini delle persone in quanto ad attività fisica, ad esempio progettare nuovi spazi nei quartieri dove le persone possano svolgere attività come la corsa o le camminate, o anche piste ciclabili per favorire gli spostamenti casa-lavoro in bici.

Si può dimagrire modificando

gli orari di colazione e cena 

Uno studio britannico mostra che, modificando gli orari di colazione e cena, si può aumentare la riduzione del grasso corporeo. Secondo quanto riferito sul Journal of Nutritional Sciences, posticipando l'ora della colazione e anticipando l'ora della cena di 90 minuti, senza alterare la propria normale alimentazione 
in 10 settimane si perde il doppio del grasso corporeo rispetto a chi non segue questi accorgimenti basati sull'orario dei pasti.

E' possibile che l'orario dei pasti influenzi favorevolmente il metabolismo degli individui, ma gli scienziati hanno visto che restringere il tempo in cui si è liberi di mangiare durante 
il giorno si associa anche a una riduzione complessiva del cibo consumato. 
Condotto presso l'università del Surrey, lo studio pilota ha coinvolto per ora solo poche decine di pazienti e dovrà essere ripetuto su una casistica più ampia di persone.

"Per quanto piccolo, lo studio fornisce informazioni preziose su come piccole alterazioni negli orari dei pasti possono avere benefici per il nostro corpo - sostiene l'autore del lavoro Jonathan Johnson. La riduzione del grasso corporeo diminuisce il rischio di obesità e malattie correlate, quindi è vitale per migliorare la nostra salute globale".

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Lo studio: Gli Omega 3 non servono come 'salvacuore'

L'assunzione degli acidi grassi Omega 3 a base di olio di pesce ritenuti dagli esperti un 'salvacuore', non riducono il rischio di eventi cardiovascolari, morti da infarto, eventi di malattie coronarie, 
ictus o irregolarità cardiache. Lo rileva una grande ricerca appena diffusa dalla Cochrane Library, iniziativa internazionale no-profit che valuta e diffonde informazioni su efficacia e sicurezza degli interventi sanitari. 

Altri studi avevano già riportato simili conclusioni ma la Cochrane Library ha analizzato 79 sperimentazioni randomizzate che hanno coinvolto 112.059 persone, ricontrollando tutti i dati per verificare l'assenza di parzialità o di errori sistematici. I ricercatori non sono stati in grado di dimostrare un chiaro beneficio clinico nei disturbi cardiaci. Per ridurre il pesante carico delle malattie cardiache nei paesi occidentali i ricercatori hanno nutrito speranze molto alte 
nei grassi omega-3. Questi infatti svolgono un ruolo importante nel costruire le membrane delle nostre cellule, e i primi studi sembravano indicare la capacità di ridurre il colesterolo e di sanare le infiammazioni.


    

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Lo studio. La pasta può aiutare

a combattere il sovrappeso

In una ricerca pubblicata su Nutrition and Diabetes, 
che ha preso in esame oltre 20 mila adulti inseriti in due grandi studi osservazionali (Moli-sani, che ha coinvolto cittadini residenti in Molise, 
e Progetto INHES da Italian Nutrition and Health Survey in cui si sono raccolti dati sulla nutrizione 
e la salute in tutte le Regioni italiane) il consumo di pasta è risultato associato a un minor rischio di obesità, 
compresa quella addominale.
Secondo lo studio  mangiare pasta in misura adeguata al proprio fabbisogno calorico, nel contesto di una dieta bilanciata come quella mediterranea, si associa a un indice di massa corporea più basso e a una circonferenza-vita migliore, soprattutto nelle donne. Una delle ipotesi per spiegare il fenomeno è che spesso 
chi rinuncia alla pasta, la sostituisce con alimenti meno salutari come carne e salumi, formaggi o cereali contenenti zuccheri semplici.

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Bere alcol da giovani aumenta il rischio

di cirrosi da adulti

Uno studio, durato quasi 40 anni, condotto in Svezia, ci conferma quanto e come l’uso di bevande alcoliche in età giovanile sia legato allo sviluppo, da adulti, di danni al fegato. L’analisi retrospettiva, ha coinvolto tutti i giovani svedesi di leva negli anni 1969 e 1970 (quando il servizio militare era obbligatorio) in totale 49 mila persone tra i 18 e i 20 anni.Nel 2009 sono stati incrociati i nomi di quei giovani militari con quelli del Registro Nazionale sui decessi e le cause di morte; si è così visto che dopo 39 anni erano morti per cirrosi epatica, ascite, carcinoma epatocellulare, varici esofagee , sindrome epatorenale, encefalopatia epatica , collasso del fegato e altre patologie epatiche 383 uomini.  E i dati sul consumo di alcol, raccolti durante la visita di leva, indicavano che più precoce era stato questo consumo, maggiori erano state le probabilità di decesso per cause epatiche. E il rischio  è risultato dose-dipendente, cioè più alto in chi beveva due drink al giorno, pari a circa 20 grammi di alcol. 
Per intenderci: due lattine di birra o due bicchieri di vino o due bicchierini di un superalcolico. L’indagine, avvertono però i ricercatori, è stata condotta solo su uomini e dovrebbe essere estesa anche alla donne, la cui tolleranza all’alcol però già sappiamo essere molto ridotta rispetto a quella dei maschi.
Davanti al fatto che nonostante l’abuso di alcol coinvolga un alto numero di persone, 
ma non sia ancora trovata una cura specifica, non resta che puntare sulla prevenzione, specie in età adolescenziale, rivedendo le dosi considerate attualmente "sicure", sostengono i ricercatori,  e ricordando che le raccomandazioni che possono fare i medici e le campagne di educazione rivolte alla popolazione generale, 
debbono essere accompagnate da politiche sull’accesso all’alcol, puntando su aumento dei prezzi e controllo dell’informazione pubblicitaria e su interventi a livello individuale. Secondo l’Organizzazione mondiale dell Sanità, nel 2014, per cirrosi riconducibili all’alcol, sono morte in tutto il mondo 493.00 persone. E se l’alcolismo è una patologia che se non si può curare in modo specifico, si può però prevenire al 100 per cento.

 

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Una margherita per la ricerca oncologica

Torna quest'anno, dal 6 marzo al 25 aprile, la "Margherita per Airc", l'iniziativa che vede l'Associazione Italiana Centri Giardinaggio rinnovare il supporto all'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc). 
Per il quinto anno consecutivo simbolo di questa iniziativa è il fiore simbolo della purezza e prodotto made in Italy al 100%. Eccellenza interamente italiana, la margherita che sostiene la ricerca oncologica proviene dalla Riviera Ligure, in particolare dalla piana di Albenga, dove ogni anno ne vengono prodotti circa 10 milioni di vasi.  L'iniziativa avrà anche quest'anno il supporto di un'altra Margherita: la campionessa mondiale di scherma Margherita Granbassi, da anni al fianco dell'Airc, nella doppia veste di ambasciatrice e volontaria. 
Saranno quest'anno più di 70 i centri associati all'Associazione Italiana Centri Giardinaggio (l'elenco completo è sul sito www.aicg.it), dove si potranno acquistare le piante di margherita solidale al prezzo di 4.50 euro: per ogni piantina venduta, 1.50 euro sarà devoluto ad Airc per sostenere la terza e conclusiva annualità della borsa di studio.Lo scorso anno, con 28 mila esemplari di margherite venduti sono stati raccolti 30 mila euro ed è stato possibile finanziare la seconda annualità di una borsa di studio assegnata dall'Istituto Europeo di Oncologia per un progetto di ricerca sui meccanismi biologici alla base della leucemia. 

 

L'erosione dentale favorita dalle bevande

che consumiamo ogni giorno

Sorseggiare bevande acidule come i tè aromatizzati alla frutta o l'acqua aromatizzata, ma anche bevande zuccherate e light e poi ancora i concentrati di frutta, o i liquori, rappresenta una minaccia rilevante per la salute dei denti: è associato al moltiplicarsi del rischio di erosione dentale, ovvero la perdita della sostanza dura dei denti, e può rovinare lo smalto. Lo rivela una ricerca che ha coinvolto oltre 300 persone.
La ricerca è stata svolta presso il King's College di Londra e condotta da Saoirse O'Toole. L'abitudine peggiore è consumare queste bevande lentamente, assaporandole, trattenendole in bocca e consumarle lontano dai pasti, perché durante la masticazione si produce saliva che può contrastarne l'acidità di queste 
bevande e quindi gli effetti nocivi per i denti.L'erosione dentale è la perdita progressive della sostanza dura dei denti a causa di processi chimici 
che non coinvolgono l'azione di batteri. L'acidità di cibo e bevande è il fattore critico.
La dieta, gli stili di vita e l'ambiente e in alcuni casi anche i farmaci possono contribuire all'erosione. Ci sono tante azioni per contrastare l'erosione dei denti, spiegano gli esperti, ad esempio consumare in minore quantità bevande acidule, specie se lontano dai pasti. Evitare di sorseggiarle calde, 
ma farle raffreddare e berle tutte in un colpo. Usare la cannuccia per bere perché così facendo si riduce di molto il contatto del liquido con i denti. Limitare il consumo di queste bevande al pasto, perché la masticazione del cibo favorisce la formazione di saliva che contrasta la loro acidità. Alcuni cibi come i formaggi sono particolarmente indicati per questa azione di contrasto. Prediligere bevande come acqua semplice, tè non aromatizzato, latte e caffè. Infine, usare dentifrici al fluoro e colluttori può ridurre il rischio di erosione.
   

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Italiani sempre più obesi
Al Sud in sovrappeso oltre il 50%

Quattro italiani su dieci sono sovrappeso o obesi, e in alcune regioni, soprattutto del Sud, la quota raggiunge il 50%. Lo affermano i dati del sistema di sorveglianza Passi dell'Istituto Superiore di Sanità, 
che per la prima volta in dieci anni registra un aumento dell'obesità a livello nazionale.
"L'eccesso ponderale è caratteristica associata a determinanti sociali - scrivono gli autori - ed è più frequente fra le persone con difficoltà economiche o con un basso livello di istruzione".
Un terzo degli italiani, inoltre, risulta sedentario, con alcune regioni molto sopra questa percentuale: in Basilicata è del 66%, in Campania il 49,7%, in Calabria il 46,1%. 
Le conseguenze degli stili di vita sbagliati si riflettono sui fattori di rischio cardiovascolari. Dal colesterolo alto all'ipertensione, quasi 4 persone su 10 in Italia hanno almeno tre fattori di rischio. 
Su 10 intervistati, 2 riferiscono una diagnosi di ipertensione, 2 di ipercolesterolemia, 3 sono sedentari, 3 sono fumatori, 4 risultano in eccesso ponderale (IMC≥25), quasi nessuno consuma 5 porzioni di frutta e verdura al giorno (five a day).
Infine, quasi il 5% degli intervistati riferisce una diagnosi di diabete.

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Lo studio. Camminare fa bene al cervello

Fare esercizi con le gambe, camminare e correre fa bene al cervello perché stimola la formazione di nuove cellule nervose. Al contrario se le gambe non sono mai in movimento si va incontro a riduzione della formazione di nuove cellule nervose e alla riduzione delle cellule staminali neurali, fondamentali per mantenere in salute il cervello stesso. Lo rivela uno studio su animali pubblicato sulla rivista Frontiers in Neuroscience dal gruppo di Raffaella Adami dell'Università di Milano.
Esistono comunque molti lavori in cui si dimostra che l'attività motoria ha un ruolo positivo su alcune aree del cervello. 
E' stato analizzato il ruolo della deprivazione del movimento degli arti posteriori sulla neurogenesi (formazione di nuovi neuroni) di una particolare area del sistema nervoso centrale) chiamata 'zona sottoventricolare'", un'area chiave per la salute del cervello, una sorta di 'incubatrice' dove le staminali neurali si trasformano in nuovi neuroni. Gli esperti hanno studiato cosa succede nel cervello di topolini quando alle loro zampe posteriori è impedito 
di muoversi per 28 giorni. E' emerso un impatto negativo dell'immobilizzazione degli arti sulla formazione di nuovi neuroni 
e altre cellule del cervello, inoltre una riduzione del 70% delle staminali neurali.
    

Abbronzatura: l'esposizione al sole non corretta

raddoppia il rischio melanoma

Aspettiamo tutto l'anno questo periodo per fare lunghi bagni di mare e abbronzarci, ma attenzione bisogna evitare le ore più calde e non restarvi a lungo, applicare più volte una crema solare con un fattore di protezione superiore a 30, indossare occhiali, cappello maglietta e non esporre direttamente al sole neonati e bambini piccoli. Particolare attenzione anche ai nei, sempre e non solo in estate. Vale la regola delll'Abcde, dove A sta per asimmetria, B per bordi irregolari e frastagliati, C per colore della macchia molto scuro o con diverse gradazioni, D per dimensioni superiori a 6 mm o in aumento, E per evoluzione nell'aspetto di una macchia, come un neo che diventa da liscio a rugoso o che comincia a bruciare, prudere o sanguinare. I consigli arrivano dall'Airc, l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Airc ricorda infatti che l'esposizione ai raggi solari ha diversi effetti positivi, come ad esempio stimola la produzione di vitamina D, ma i raggi ultravioletti UVA e UVB contribuiscono alla formazione dei tumori della pelle. In particolare raddoppia il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo, uno dei principali tumori in giovane età: in Italia è il terzo più frequente sotto i 50 anni.
Si stima che nel 2017 nel nostro Paese 14.000 persone, 7.300 uomini e 6.700 donne, abbiano ricevuto una diagnosi di melanoma della cute. 
Purtroppo l'incidenza cresce ogni anno del 4,4% nella popolazione maschile e del 3% in quella femminile.  La sopravvivenza a 5 anni, però, è pari all'86,8%, fino al 93,6% nei pazienti giovani (15-44 anni). 
Questo grazie ai progressi della ricerca. Nel solo 2018, Airc ha destinato oltre 2,6 milioni di euro per 34 progetti e borse 
di studio sui tumori della pelle.

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La stanchezza cronica è colpa

dei globuli bianchi con poca energia
La sindrome da stanchezza cronica non è semplicemente un disturbo di natura psicologica: i globuli bianchi, delle persone che ne sono affette sono privi di energia. È quanto emerge da una ricerca dell'Università di Newcastle, pubblicata su Plos One.

Per lo studio sono state prese in esame le cellule sanguigne di 52 persone con sindrome da stanchezza cronica, confrontandole con quelle di un gruppo di controllo composto da 35 persone sane. Entrambe sono state sottoposte a test per vedere il livello di respirazione cellulare 
I risultati hanno permesso di stabilire che i globuli bianchi delle persone con sindrome da fatica cronica non potevano produrre tanta energia, al massimo il 50% rispetto a quelle delle persone sane. Non solo: sono stati esaminati anche altri fattori (perdita di protoni, capacità di riserva, respirazione non mitocondriale, efficienza di accoppiamento).
Gli studiosi hanno insomma trovato elementi concreti che indirizzano verso una base biologica di questa patologia, che per molte persone rappresenta una difficoltà a completare anche semplici attività quotidiane e che ne obbliga tante a letto per tempi prolungati.  

 

Giornate con meno luce e più corte:

ecco le strategie per stare bene

Poche regole, ma se seguite non soffriremo le brutte giornate invernali.
Niente occhiali da sole, quando possibile maniche dei vestiti arrotolate per far prendere sole alla pelle, trenta minuti al giorno all'aria aperta e un'attività fisica regolare. Contro quello che viene definito come disordine affettivo stagionale, noto anche come depressione d'inverno, lo psichiatra Angelos Halaris, del Loyola University Health System, ha identificato quattro strategie.
1. Sole: se possibile trascorrere 30 minuti al giorno all'aria aperta senza occhiali da sole e arrotolando le maniche dei vestiti (se è il caso) per far prendere sole alla pelle. Tutto ciò contribuisce ad alleviare i sintomi di malessere.
2. Luce: luogo di lavoro e casa devono essere se possibile ben illuminate. Meglio tirare le tende per far entrare la luce naturale.
3. Esercizio: fare attività fisica almeno 30 minuti al giorno perché così si rilasciano endorfine che contribuiscono a farci provare benessere e farci provare più energia.
4. Farmaci: se luce, sole ed esercizio non sono abbastanza per contrastare il malessere, si può consultare un professionista della salute mentale. 

 

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Ogni minuto 2 bimbi nel mondo

muoiono di polmonite 
Ogni minuto, nel mondo, 2 bambini vengono uccisi dalla polmonite prima di aver compiuto 5 anni. Circa un milione di vite perdute ogni anno per via della malattia infettiva più mortale sul pianeta, che da sola fa più vittime di altre cause di mortalità infantile. 
Quattro vittime su 5 sono bambini sotto i 2 anni di età e i cui sistemi immunitari sono già indeboliti e compromessi dalla malnutrizione, una piaga che oggi, nella sua forma acuta, riguarda ben 52 milioni di minori con meno di 5 anni. 
A denunciarlo è Save the Children nel nuovo rapporto 'Lottare per respirare'. Nel corso del 2015 920.000 bambini hanno perso la vita perché colpiti dalla polmonite, pari al 16% delle morti infantili a livello globale. In oltre l'80% dei casi, si tratta di bambini che non hanno ancora compiuto i 2 anni di età. La maggior parte dei decessi infantili causati dalla polmonite avviene in Asia meridionale e Africa subsahariana, con India, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo ed Etiopia.

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Prodotti food e beauty che sfruttano

le proprietà benefiche delle foglie d’olivo

La corsa ai regali di Natale sta per iniziare e non risparmia davvero nessuno, sia chi ci pensa con largo anticipo, sia chi si ritrova all’ultimo minuto senza tempo ed idee.  E se è vero che l’originalità è sempre premiata, non può che esserlo di più se si parla di prodotti legati al benessere. Evergreen life propone una selezione di prodotti “food” e “beauty” che spiccano proprio per queste due caratteristiche. Stiamo parlando dei cioccolatini chocolivum e delle gelatine di frutta ojelly, due golosità da condividere con chi amiamo per concedersi, anche a Natale, dei piccoli peccati di gola senza rimorsi. Per quanto riguarda la cura del viso, un dono sicuramente apprezzato sono i cosmetici naturali della linea Alexandra Cosmetics: la crema anti-age 24 ore ed il siero viso promettono una pelle giovane, 
levigata e sempre idratata, per affrontare al meglio i mesi più freddi ed un altro anno che avanza! L’unicità ed originalità di questi 4 prodotti sta nell’ingrediente base che li accomuna: OLIVUM®, l'Infuso di Foglie d’Olivo brevettato dall'azienda e ricco di proprietà benefiche. Grazie alla presenza al suo interno di molecole quali l’oleuropeina, l’acidio elenolico, l’idrossitirosolo, il tirosolo e la rutina, l’infuso ha un forte potere antiossidante e detossinante, influisce positivamente sul metabolismo dei lipidi oltre che sulla regolazione della pressione arteriosa e sul controllo glicemico e del colesterolo. Inoltre, regala all’organismo nuova energia e vitalità.


 

Al via a febbraio le lezioni di primo soccorso a scuola

Anche gli studenti delle scuole italiani impareranno a salvare una vita, riconoscendo le situazioni di pericolo e le circostanze che richiedono l'intervento di un adulto o dell'ambulanza, apprendendo l'uso di un defibrillatore, come si fa un massaggio cardiaco e anche le manovre antisoffocamento. 
"Primo soccorso a scuola", è stato realizzato dai ministeri dell'Istruzione e della Salute, in collaborazione con il Sis 118. 
Il progetto partirà in via sperimentale il prossimo febbraio e coinvolgerà alunni dall'Infanzia alle Superiori, prevedendo ovviamente per i più piccoli un programma calibrato sulla loro età. Saranno formati anche gli insegnanti e il personale Ata. 
"Primo soccorso a scuola" coinvolgerà le scuole di tredici province: Trieste, Padova, Sondrio, Savona, Macerata, Perugia, Pistoia, Latina, 
Campobasso, Salerno, Taranto, Vibo Valentia, Sassari. Per ciascuna provincia saranno selezionate 14 classi per un totale di circa 4.500 studenti, che frequenteranno due mesi di corsi teorici e pratici. Gli operatori del 118 e del volontariato realizzeranno la formazione nelle scuole insieme agli insegnanti e ai dirigenti scolastici. Un portale ad hoc, con informazioni e materiali didattici, andrà on line a gennaio.

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Il brodo di pollo: come una vera

e propria medicina

​​Il brodo di pollo, nelle fredde giornate invernali, può essere anche una vera e propria 'medicina' in caso di raffreddore. 
Ha infatti un effetto antinfiammatorio, che può alleviare le infezioni delle alte vite respiratorie. 
A evidenziarlo è uno studio del Nebraska Medical Center di Omaha, negli Usa, pubblicato sulla rivista Chest.
Gli studiosi hanno preso in esame specificamente il movimento dei neutrofili - un tipo di globuli bianchi nel sangue, scoprendo che tale movimento risultava ridotto in presenza del brodo di pollo, cosa che suggerisce un possibile meccanismo anti-infiammatorio che potrebbe almeno teoricamente alleviare i sintomi del raffreddore. 
Infatti, la riduzione del movimento dei neutrofili potrebbe ridurre l'attività nel tratto respiratorio superiore che causa sintomi simili 
a questo così diffuso malanno di stagione.
Lo studio è stato condotto in laboratorio e non sull'uomo, perciò gli studiosi avvertono che resta da vedere se si possano assorbire 
le sostanze che sembrano avere effetti benefici in laboratorio. 

 

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